Mediaset…mavafanculo!!!!!!

31 07 2008


Lo senti questo profumo, Costanzo? Sono in odore di santità! -s.berlusconi-

Cinquecento milion di euro. È la cifra che Mediaset chiede a Google e YouTube «per illecita diffusione e sfruttamento commerciale di file audio-video di proprietà delle società del gruppo». LA CITAZIONE – I legali di Mediaset hanno depositato presso il tribunale Civile di Roma un atto di citazione nei confronti dei due giganti americani di internet.

Secondo quanto riferito da Mediaset «alla data del 10 giugno 2008, dalla rilevazione a campione effettuata da Mediaset sono stati infatti individuati sul sito YouTube almeno 4.643 filmati di nostra proprietà, pari a oltre 325 ore di materiale emesso senza possedere i diritti. Alla luce dei contatti rilevati e vista la quantità dei documenti presenti illecitamente sul sito – prosegue la nota – è possibile stabilire che le tre reti televisive italiane del gruppo abbiano perduto ben 315.672 giornate di visione da parte dei telespettatori». Ai 500 milioni di euro per il danno emergente, precisa Mediaset, «bisognerà aggiungere le perdite subite per la mancata vendita di spazi pubblicitari sui programmi illecitamente diffusi in rete».





Rock sul Serio 2008

30 07 2008

Torna per la sesta edizione «Rock sul Serio», organizzata dall’associazione giovanile ValConnessa e patrocinata dal Comune e dalla Polisportiva di Villa di Serio, che andrà in scena agli impianti sportivi di via Cavalli, a Villa di Serio, da mercoledì 30 luglio fino a domenica 3 agosto, con il servizio bar e pizzeria aperto tutte le sere a partire dalle 19 e un’offerta musicale con concerti che inizieranno alle 21.30 e che spazia tra diversi generi, per accontentare tutti i gusti e le preferenze.

Per la serata del debutto è attesa la band bergamasca e originalissima dei Jabberwocky: musicoviandanti, come loro stesso amano definirsi, che in dieci anni di vita hanno già tre dischi all’attivo e che propongono un repertorio originale di canzoni in italiano e in dialetto, per un genere del tutto particolare che può essere definito ethno groove o afro orobico. Giovedì è la volta della Dinamo Folk Rock Band, cinque ragazzi che hanno esordito nel 2003 e che hanno già calcato i più importanti palchi delle feste bergamasche oltre ad essersi fatti conoscere in diverse località lombarde e del Sud Italia. Anche loro propongono un repertorio originale in parte tratto dal loro primo album, Profili profani.
Venerdì 1° agosto si passa invece dai repertori originali a una delle più amate tribute band, che ripropone la musica del cantautore Fabrizio De André: ad esibirsi saranno gli Ottocento, che riproporranno gli indimenticabili successo del poeta e cantastorie genovese. Sabato si cambia di nuovo genere e si passa al reggae, con la formazione lodigiana dei Papa’s special composta da sette elementi che offrirà una serata all’insegna dei più grandi successi a ritmo jamaicano. A chiudere la serata il versatile jazzista Guido Bombardieri (nella foto a sinistra) in trio con Marco Gamba al basso e Federico Duende alle percussioni, per proporre il progetto Assalto in jazz che quest’anno è divenuto anche un cd.

A completare le serate di festa anche uno spazio artistico in cui ogni giorno verranno realizzate opere in diretta, e la mostra dei lavori dedicati alla pace realizzati dai ragazzi delle scuole materne e primarie di Gazzaniga e Fiorano al Serio. Anche quest’anno, come nelle passate edizioni, il ricavato di Rock sul Serio verrà devoluto all’associazione Tuzlanka Amica, che opera in Bosnia Erzegovina dal 1995 per i bambini orfani e abbandonati anche attraverso le adozioni a distanza. La novità di quest’anno sta nell’ente organizzatore: da pochi mesi infatti si è costituita ufficialmente l’associazione ValConnessa, che riunisce in un’unica realtà i gruppi giovanili dei paesi della bassa Val Seriana, con l’intento di mettere in comune le idee e le energie per organizzare iniziative culturali e di divertimento. Dopo Rock sul Serio il calendario prevede tre serate di musica alle scuole medie di Nembro da giovedì 21 a sabato 23 agosto con Tutta un’altra musica! La storia continua!. Quindi sabato 6 settembre una serata di musica e dibattito al parco Don Bosco di Pradalunga intitolata non a caso Fine primo atto: una tavola rotonda in cui si farà il punto del percorso fatto per programmare il prossimo anno.





Low Cost addio ???

29 07 2008

Eh lo so, lo so, ma è lui il pilota ora, ha lui il comando, è lui che decide. È il boss, il capo banda, il capo indiano, il capolista, ha vinto le elezioni, è un raccomandato!

come faremo senza biglietti ad un euro??????

dal corriere:

Anche i rivoluzionari più sfrontati hanno i loro momenti difficili. Quello che ha dovuto ammettere ieri Michael O’Leary — l’irlandese che ha inventato Ryanair e negli anni scorsi ha preso d’assalto il mondo burocratico delle aerolinee europee tradizionali — è uno di questi.

È il riconoscimento della crisi: una faccia bella della globalizzazione, quella che ha fatto volare a basso costo milioni di persone che altrimenti non si sarebbero mosse da casa, è in guai seri. Il costo del cherosene, raddoppiato in un anno, rischia di mettere il punto finale al capitolo dei viaggi a Palma e a Edimburgo per un euro (più tasse), alla «nuova era» dell’aereo per tutti, alla moltiplicazione degli aeroporti. E alla «generazione low-cost», sacco a pelo non più on-the-road, non più in treno: senza fronzoli e posti numerati ma in aereo. Perché la caduta della compagnia irlandese non viene dagli errori di O’Leary. È che il mondo a basso costo si va spegnendo. E, come Ryanair, tutte le aerolinee a tariffe basse hanno un ginocchio a terra.

Per consumare meno carburante gli aerei devono essere più leggeri. Per cui — riportava il settimanale tedesco Spiegel — molte aerolinee hanno ridotto la quantità di acqua che caricano sull’aereo (quella da usare nei bagni). Air India ha cambiato mansioni a piloti e attendenti di volo non magri. Germanwings — la compagnia low-cost della Lufthansa — è arrivata a eliminare i portacenere nelle cabine di pilotaggio (230 grammi). Misure disperate. In effetti, una certa disperazione circola: dall’inizio dell’anno, nel mondo sono fallite almeno 24 aerolinee, un’epidemia che a questa velocità non si era mai propagata. In più, le compagnie low-cost ridimensionano programmi e network: per la stagione invernale, Ryanair, easyJet e Air Berlin hanno ridotto il numero delle rotte che avevano previsto.

Riassunto: le tariffe, palesi e «ancillari », sono sempre meno low di qualche mese fa; i progetti di espansione sono ridimensionati e anzi i voli vengono ridotti; parecchie compagnie a basso costo probabilmente dovranno chiudere o vendersi ad altre con spalle più robuste. «Dopo questo periodo di consolidamento resteranno solo cinque aerolinee in Europa — prevede il capo del ramo tedesco di easyJet, John Kohlsaat — British Airways, Air France-Klm, Lufthansa, Ryanair e noi». Con una massiccia riduzione dei collegamenti e della concorrenza (di prezzo).

La stagione del volare facile, insomma, è avviata a finire. Tra l’altro, l’Unione europea sta preparando una direttiva sulla base della quale l’aviazione civile entrerà nella lista dei settori che dovranno pagare per le emissioni di anidride carbonica dal 2012: costerà alle aerolinee più di tre miliardi di euro l’anno e potrebbe fare a pezzi, definitivamente, gran parte delle compagnie a basso costo. E anche questa volta, forse, il sacco a pelo dovrà tornare nell’armadio.





Daniele Silvestri – Stezzano 31 luglio

28 07 2008

si va di sicuro, poi è gratisssss!!!!!!!





al fano…. dove? al fano!!!!!!

25 07 2008

grazie ancora silvio, di occuparti ogni giorno di noi

antonio di pietro scrive:

Da ieri, con la promulgazione del Capo dello Stato della legge, il Lodo Alfano è operante nel nostro Paese.

L’abbiamo detto in tutti i modi che questa legge ci rende ridicoli e allo stesso tempo non credibili. Non è possibile che quattro persone in Italia possano fare quello che a loro piace e non possono essere processate. Non so se vi è chiaro, ma il Lodo Alfano permette a quattro persone, il Capo del Governo, il Capo dello Stato, il Presidente della Camera e il Presidente del Senato, di fare quello che vogliono durante i loro mandati.

Hanno una moglie che non va più bene? L’ammazzano e non li possiamo processare. Hanno una ragazzina da stuprare? La stuprano e non li possiamo processare. Vogliono spacciare qualche chilo di droga? Vanno a fare un viaggio di lavoro in Colombia per visitare il Parlamento colombiano e di ritorno si portano una valigia di cocaina che nessuno può dire niente.

E’ chiaro che sto estremizzando il concetto per dire che è bene che tutti siano uguali davanti alla legge, e soprattutto se nei confronti di qualcuno c’è un dubbio di reato proprio per la funzione che ha è meglio saperlo prima, non dopo. Se il mio vicino di casa stupra i bambini e io ho un bambino lo voglio sapere subito, non aspettare dieci anni. Mi potranno anche dire che quello fa un lavoro particolare, ma mio figlio poi chi glielo racconta?

Stabilito questo concetto, noi riteniamo che questa legge sia incostituzionale. Il Capo dello Stato ha detto no. Rispettiamo la sua decisione, ma non la condividiamo per niente. Cento costituzionalisti hanno già firmato un documento in questo senso.

Cosa c’entra la incostituzionalità con la immoralità? Non è che se si scrive nella Costituzione che si possono ammazzare tutti quelli con i capelli biondi noi li ammazziamo. E’ immorale farlo.
Riteniamo che questa sia comunque una norma immorale, che non è bene che stia nella nostra Costituzione, e lo dico perché gli amici del Partito Democratico, si fa per dire “amici”, hanno detto al centrodestra: “Avete sbagliato. Non dovevate fare questa legge per via ordinaria. Bisognava farla con legge costituzionale”. Noi invece riteniamo che ne con l’una ne con l’altra si deve fare, perché immorale, perché ingiusta sul piano del diritto naturale.

Che facciamo a questo punto che la frittata è fatta? Dobbiamo cancellarla, e l’unica arma che abbiamo è il Referendum. E come si fa? Con la legge che prevede i Referendum, la quale ha delle “finestre” particolari: le firme di presentazioni devono essere almeno 500 mila e per ogni persona che firma deve essere raccolto il suo certificato elettorale. Non è una cosa facile, non basta solo trovarci in piazza a firmare, qualcuno poi deve andare a raccogliere i certificati nei comuni. Ce ne vogliono almeno 500 mila, ma per non sbagliare bisogna raccoglierne 600, 700 mila. La legge dice che le firme devono essere raccolte in una data che va dal primo di gennaio al 30 settembre. Le dobbiamo raccogliere in questo tempo perché la legge dice cosi.
Se non le raccogliamo entro il 30 settembre queste 500 mila firme, con tutti i certificati allegati, bisogna aspettare il primo gennaio prossimo. Inoltre, non si può depositare la raccolta delle firme prima del 7 agosto, e nel caso nostro non è un problema.

Da adesso al 30 settembre ce la facciamo? Ce la facciamo se si muovono le organizzazioni strutturate, perché il problema non siete voi che dovete firmare, ma chi opera nella raccolta dei vostri certificati elettorali.
Per questo stiamo facendo un appello a tutte le altre forze politiche, sindacali, associative e culturali: se ci uniamo tutti insieme e dimostriamo che non facciamo solo parole, rinunciando alle ferie, e noi dell’Italia dei Valori siamo da subito disponibili a rinunciare alle ferie, e uniamo le nostre forze ed entro il 30 settembre depositiamo 500, 600, 700 mila firme. Si può fare.





dal dentista, uffi

24 07 2008

cavolo stamattina sono andato dal dentista per un’otturazione rotta, mi ha guardato e mi ha detto “qui crolla tutto!”, mi ha fatto la lastra e mi ha detto “ci vediam venerdi mattina alla 9″. bhe, cmq concreto, senza tante parole, un uomo di azione. allora aspetto venerdi, sperando non crolli!!!!





Donne, attente a quando fate la spesa!!!

23 07 2008

Con una microtelecamera piazzata nel cestino della spesa aveva filmato le gambe di centinaia di donne nei supermercati. Ora l’uomo, un 60enne, è stato denunciato per illecita interferenza nella vita privata. Lo hanno smascherato i carabinieri di Treviglio che inizialmente avevano pensato si trattasse del complice di un gruppo di rapinatori.

L’uomo infatti era stato segnalato alle forze dell’ordine dalle direzioni di alcuni supermercati poiché si aggirava fra i banchi con il cestino per gli acquisti che però, al momento di oltrepassare le casse, abbandonava sempre prima di uscire.

Individuato, è stato pedinato dai carabinieri all’interno di un market: così i carabinieri hanno capito che non era interessato ai soldi delle casse bensì alle riprese delle inconsapevoli donne e delle belle ragazze affaccendate nel fare la spesa.

Il distinto 60enne, pensionato, è stato trovato in possesso di un vero e proprio archivio informatico con miriadi di video realizzati all’interno di numerosi supermercati della provincia di Bergamo.





Voglio mangiare solo kebab

22 07 2008

aggiornamenti:

Un vero e proprio braccio di ferro si e’ scatenato a Bergamo. E tutto ruota intorno a un locale di pochi metri quadrati in cui si vende il Kebab. Che pero’ ha la colpa, per qualcuno, di essere stato aperto in piazza Mercato delle Scarpe, a Bergamo Alta, proprio il piazzale in cui arrivano coloro che salgono nel borgo antico con la Funicolare o si inerpicano a piedi da Porta Sant’Agostino. La Lega Nord si era scatenata gia’ qualche mese fa alla presentazione della domanda per il locale. Ora che il negozietto ha aperto, i leghisti hanno organizzato un presidio, al quale ha partecipato anche l’onorevole Carolina Lusssana. E nei prossimi giorni presenteranno un ordine del giorno in Consiglio comunale per vietare l’apertura a Bergamo Alta non solo di kebab ma anche di fast-food, pizze al taglio (che peraltro gia’ ci sono da anni), ristoranti cinesi e perfino sexy shop. Secondo i leghisti i kebab “spesso non rispettano le regole e gli orari perche’ si qualificano come laboratori artigiani e fanno concorrenza sleale”. Ma la polemica e’ scoppiata anche su Internet. E non solo nei forum dei siti di informazione locale. Su Facebook sono stati creati due gruppi di discussione: ‘Salviamo il kebab di Citta’ Alta’, con 220 aderenti, e ‘Mura chiuse contro il nuovo Kebab!’, con 80 iscritti. I primi difendono il locale nel segno di un’apertura verso l’esterno. I secondi lo condannano nel nome dell’identita’ locale: “io preferisco la polenta”, proclama qualcuno.

io dico:

voglio mangiare un bel kebab a colazione, uno a pranzo e magari 2 a cena!!! e li voglio piccanti, con dentro tutto, anche la cipolla. E mo lo voglio mangiare sulle panchine delle mura in città alta, e mangio anche un po di polenta, e di casoncelli, ma poi mi torna la voglia di kebab!!!!





Brescello

21 07 2008

sabato stati a brescello, paese di don camillo e peppone, andati in moto

Visualizzazione ingrandita della mappa

visitato il museo, mangiato i tortelli di zucca…un po’ una faticaccia in moto però i posti sono veramente belli, fuori dal mondo,tanta campagna, pianura, poche macchine, poche case





più sicurezza??? meno polizia

18 07 2008

Certo bisogna farne di strada da una ginnastica d’obbedienza fino ad un gesto molto più umano che ti dia il senso della violenza però bisogna farne altrettanta per diventare così coglioni da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni.


Picchiati senza pietà, in modo sistematico, non per ottenere una confessione ma semplicemente per il gusto sadico di infliggere un dolore. In un’inchiesta di sette pagine dal titolo «La sanguinosa battaglia di Genova», il Guardian mette sotto dura accusa la polizia italiana: «Questo non è il comportamento di un gruppo di esaltati. Questo è fascismo». Durante i pestaggi alla scuola Diaz e le torture nel carcere di Bolzaneto, racconta il quotidiano britannico, i poliziotti parlavano in modo entusiastico di Mussolini e Pinochet. I loro cellulari avevano suonerie con le tradizionali canzoni del ventennio. E i prigionieri furono costretti a dire più volte «Viva il Duce» o «Un, due, tre, viva Pinochet».

ACCUSE A FINI – «Senza il lavoro del pubblico ministero Enrico Zucca – scrive il Guardian – senza la posizione rigorosa della magistratura italiana, la polizia avrebbe potuto sfuggire alle proprie responsabilità. Tuttavia la giustizia è stata compromessa. Nessun politico italiano è stato indagato, nonostante ci fossere forti sospetti che la polizia avesse agito con la sicurezza dell’impunità». Nell’inchiesta viene citato l’attuale presidente della Camera, Gianfranco Fini: «Un tempo segretario nazionale del partito neofascista Msi e poi vice premier, Fini – secondo quanto scrisse in quei giorni la stampa – era presente nel quartier generale della polizia. Non gli è mai stato chiesto di spiegare che ordini avesse dato, se l’aveva fatto». Insomma giustizia non sarà fatta. La maggioranza dei poliziotti coinvolti nei fatti della Diaz e di Bolzaneto non ha ricevuto nemmeno un richiamo disciplinare. Nessuno è stato sospeso, nessuno è stato accusato di torture, spiega ancora il quotidiano, alcuni sono stati addirittura promossi. «Anche il prossimo processo ai 28 agenti che sono stati incriminati è a rischio perché il premier Silvio Berlusconi ha voluto una legge che ritarda tutti i processi che riguardano fatti avvenuti prima del 2002».

LA CONCLUSIONE – Amara la conclusione del Guardian. «Cinquantadue giorni dopo l’attacco alla scuola Diaz», 19 uomini hanno usato aerei pieni di passeggeri per attaccare l’America. Era l’11 settembre del 2001. «Da allora politici che non si definirebbero mai fascisti hanno autorizzato intercettazioni a tappeto di telefoni e email, detenzioni senza processo, tortura sistematica e arresti domiciliari illimitati». Non stiamo parlando di un fascismo messo in atto da dittatori «con gli stivali neri e la bava alla bocca» ma del pragmatismo di politici dalla faccia pulita. «Il risultato però – dice il Guardian – è molto simile. Genova ci insegna che quando lo Stato si sente minacciato, la legge può essere sospesa. Ovunque».

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