Pista Ciclabile della Valle Brembana

30 04 2009

domani saremo da queste parti:

La pista ciclabile Zogno – Piazza Brembana, progettata dal Settore opere di viabilità della Provincia, ha uno sviluppo complessivo di 21 chilometri, ha origine in Comune di Zogno. 

La Pista ciclabile attraversa da sud verso nord i territori dei Comuni di Zogno, San Pellegrino Terme, San Giovanni Bianco, Camerata Cornello, Lenna e Piazza Brembana dove termina il proprio percorso, nei pressi della piazza ove è ubicata l’ex stazione ferroviaria della Valle Brembana. La larghezza minima della pista ciclabile, comprese le strisce di margine, è di circa 3,00 m; tale larghezza eccezionalmente ridotta fino a circa 1,00 m, per l’accesso al ponte nei pressi dell’agriturismo “Ferdi” a Lenna e presso il “Ponte delle capre” sempre nel centro abitato di Lenna. E’ a disposizione degli interessati un pieghevole a colori proposto dalla Comunità Montana Valle Brembana che illustra la pista ciclabile della Valle Brembana Zogno – Piazza Brembana. 

 

 

- Partenza Zogno 
- lunghezza Km 21 
- dislivello 240 m 
- arrivo Piazza Brembana
 

 





sempre più un paese di coglioni

22 04 2009

ma non eravamo governati da liberisti? col cazzo, ecco che cosa ci inventano:

Giro di vite in Lombardia per take-away, kebaberie, ma anche gelaterie, pizzerie d’asporto, rosticcerie e piadinerie. Saracinesce giù tassativamente non oltre l’una del mattino. Posate e bicchieri usa e getta. Vietato consumare sui marciapiedi fuori dai locali. Pena sanzioni fino a 3 mila euro. Era nata dietro la spinta della Lega, per arginare il «fenomeno kebab», i locali arabi aperti giorno e notte, a centinaia solo nei capoluoghi. E per combattere «gli assembramenti» sui marciapiedi, fuori dai ritrovi etnici. Ma sei mesi di revisioni hanno trasformato il progetto di legge «anti-kebab», per ammissione degli stessi esponenti della Lega, in un provvedimento punitivo per tutti gli artigiani del fast food. Oltre seimila in Lombardia.

La leggina, varata ieri dal Consiglio regionale, in soli sei articoli mette fine «all’anarchia del take-away». Impone limiti contro l’inquinamento acustico. E orari rigidi, anche se non da coprifuoco come chiedeva una delle prime stesure del testo: «Consentita l’apertura dalle 6 del mattino alla una del giorno dopo — spiega Daniele Belotti, bergamasco e consigliere della Lega —. I kebab fino ad oggi non avevano orario». La legge pone dei limiti ai quali solo i sindaci potranno derogare. «Uno strumento in più per la sicurezza», aggiunge il capodelegazione del Carroccio in giunta, Davide Boni. Ma a far discutere è l’articolo 2-comma 2, che «vieta il consumo dei prodotti negli spazi esterni al locale». Cavillo necessario, come spiega il relatore della legge, Carlo Saffioti (Pdl), «per evitare che tali locali chiedano l’autorizzazione ad installare un dehor». Non una panchina, né sedie o ombrelloni di fortuna. Comma necessario forse, ma anche ambiguo quanto basta. «Serve ad evitare assembramenti», dicono dal fronte Lega.





certo che minkazzo, nn sono mica un coglione!

17 04 2009

leggo sul sito de il gionale che anche stamattina per loro la notizia più importante è la puntata di annozero. sono arrabbiati perchè c’è qualcuno in tv che cerca di fare ancora giornalismo. già, perchè mi sembra che ormai l’informazione è diventata il microfono davanti al politico e stop. per me un bravo giornalista è quello che indaga, che cerca di andare oltre la semplice cronaca, è quello che scopre che c’è qualche paesino che non è stato soccorso tempestivamente come tanti altri, è quello che fa le domande al politico, e fa le domande quelle scomode. ma cazzo sono capace anchio di mettere un microfono davanti ad una persona, ma il giornalista per me deve saper fare le domande, deve chiedere, e gli italiani devono esigere che chi li amministra risponda anche alle domande scomode.  ribadisco, voglio un’informazione neutra, non un po’ di qua e un po’ di la, oggettiva. ma cazzo avete rotto i coglioni per due anni (governo prodi) perchè le tasse erano alte, la gente non aveva più i soldi per campare, e ora che c’è in corso una pesantissima crisi economica, le tasse sono sempre piu alte, c’è un sacco di gente che ha perso il lavoro, raccontate che bisogna essere ottimisti, che il governo aiuterà tutti, e vedo su studio aperto un servizio sulla crisi economica intervistando icravattati che partecipano al master di publitalia!!!ma porcaputtana!!!! il giornalista deve andare dove c’è qualcosa che non va, non deve limitarsi a fare spot elettorali. già viviamo in un paese dove ci siamo talmente rincoglioniti da non scandalizzarci più se chi ci governa è padrone di 3 televisioni e di diversi giornali (in thailandia fanno le rivolte da noi tutti ormai si fa finta di nulla). se mettiamo il bavaglio anche a quei pochi che fanno informazione vera (perchè ciò che ha letto ieri sera travaglio, non lo ha inventato lui!!!) allora che democrazia siamo?? l’informazione è troppo importante,  senza informazione non siamo liberi.





diritti e doveri dei giornalisti

16 04 2009

lavoro del giornalista si ispira ai principi della libertà d’informazione e di opinione, sanciti dalla Costituzione italiana, ed è regolato dall’articolo 2 della legge n. 69 del 3 febbraio 1963: «E’ diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d’informazione e di critica, limitata dall’osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e della buona fede. Devono essere rettificate le notizie che risultino inesatte e riparati gli eventuali errori. Giornalisti e editori sono tenuti a rispettare il segreto professionale sulla fonte delle notizie, quando ciò sia richiesto dal carattere fiduciario di esse, e a promuovere lo spirito di collaborazione tra colleghi, la cooperazione fra giornalisti e editori, e la fiducia tra la stampa e i lettori» Il rapporto di fiducia tra gli organi d’informazione e i cittadini è la base del lavoro di ogni giornalista. Per promuovere e rendere più saldo tale rapporto i giornalisti italiani sottoscrivono la seguente Carta dei doveri. Il giornalista deve rispettare, coltivare e difendere il diritto all’informazione di tutti i cittadini; per questo ricerca e diffonde ogni notizia o informazione che ritenga di pubblico interesse, nel rispetto della verità e con la maggiore accuratezza possibile. Il giornalista non può discriminare nessuno per la sua razza, religione, sesso, condizioni fisiche o mentali, opinioni politiche. Il riferimento non discriminatorio, ingiurioso o denigratorio a queste caratteristiche della sfera privata delle persone è ammesso solo quando sia di rilevante interesse pubblico.





proposte serie

12 04 2009





grandi valori

3 04 2009

dalla carta dei valori del pdl:”I valori nei quali ci riconosciamo sono in specie quelli condivisi dalla grande famiglia politica del Partito Popolare Europeo: la dignità della persona, la libertà e la responsabilità, l’eguaglianza, la giustizia, la legalità, la solidarietà e la sussidiarietà.”

eguaglianza e giustizia:Sospensione dei processi penali nei confronti delle alte cariche dello Stato

solidarietà: I medici potranno denunciare all’autorità giudiziarie gli immigrati clandestini. Le persone senza fissa dimora saranno schedate. La tassa per il permesso di soggiorno è fissata da 80 a 200 euro. Autorizzate inoltre le “ronde padane” ma non armate.

libertà:previste pene da 1 a 3 anni per i giornalisti che pubblicano le intercettazioni

legalità:MIlls i l 17 febbraio 2009 è stato condannato dal tribunale di Milano a 4 anni e 6 mesi per aver ricevuto 600.000 dollari versati sul suo conto da Silvio Berlusconi, attraverso il manager Carlo Bernasconi, per testimoniare due volte il falso nell’ambito di due processi in cui era imputato Silvio Berlusconi